02/01/2026 - Comunicato Stampa
Nel ripensare a quest’anno, guardiamo il prossimo che sarà decisivo per capire se il Tribunale di Nuoro riuscirà a raggiungere i parametri europei. È una corsa che dura da anni e che ci ha impegnato profondamente per eliminare i processi ultra triennali e portare la durata entro la soglia europea. Abbiamo raggiunto un buon livello di efficienza ma, sarà durissima e nulla è ancora detto. Noi ci crediamo perché sappiamo del lavoro straordinario svolto dai miei colleghi e da tutti i dipendenti del Tribunale. Questi mesi rappresentano l’ultimo miglio. Per scaramanzia non fornisco oggi alcun dato: li condividerò a giugno.
Oggi, però, desidero concentrarmi su un bilancio che profuma di futuro che ruota attorno a una parola che, per chi concepisce la giustizia nelle sue molteplici forme, non è che uno dei suoi volti: inclusione. Inclusione intesa come bene comune, non come somma di interessi individuali, ma come qualcosa che si costruisce insieme, mettendo al centro i più deboli. Non “prima i più deboli”, non “prima noi” o “prima loro”: al centro. È un concetto semplice, eppure potentissimo.
Oggi gestisco un palazzo che, sotto questo profilo, non è inclusivo. L’ascensore non funziona e non è riparabile: per chi ha una disabilità, anche temporanea, l’accesso è difficile. È una ferita aperta: un edificio che dovrebbe essere il tempio laico della giustizia -cosi lo definiva Satta-finisce per segnare un solco umiliante tra chi ce la fa da solo e chi no. Il Ministero ci ha promesso un aiuto concreto, seppur senza impegni formali. Confido di avere una soluzione prestissimo.
Accanto a queste ombre, però, ci sono luci importanti. Penso ai nuovi giudici che completano l’organico. Penso al progetto di Giustizia di Prossimità, che porta i servizi nei paesi colpiti dalla desertificazione che oggi sono connessi con il tribunale per la presentazione di istanze, per ora solo di volontaria giurisdizione. È un progetto regionale nel quale vale la pena credere, se si ha visione nel futuro.
E penso al rifacimento delle reti informatiche. Può sembrare una notizia minore dei giorni scorsi, ma il Tribunale di Nuoro la attende da vent’anni. Le attuali reti sono fatiscenti, con gravi problemi di sicurezza informatica e antincendio. La Regione ha finanziato un progetto che riguarda tutti i tribunali sardi, partendo da quelli in maggiore difficoltà, tra cui il nostro. Questo ci consentirà anche di avviare nuovi percorsi inclusivi, ispirati alle esperienze dei tribunali spagnoli, anche con l’uso dell’intelligenza artificiale, per persone con difficoltà di udito. Devo davvero ringraziare la Giunta Regionale che si è spesa per questo progetto che spero di vedere in funzione quanto prima, in particolare la Assessora Motzo che ci ha sostenuto anche per quanto riguarda le carenze di personale, con concerto splendido orchestrato dalla Prefettura e nel quale il Ministero ha colto pienamente la nostra situazione, e mi preme ringraziare le dr.sse Gandini e Donnici. Su questo ultimo punto posso annunciare che l’ufficio Unep sarà praticamente al completo, dando una risposta alle legittime doglianze dell’Ordine Forense.
Nei prossimi mesi inaugureremo un’aula polifunzionale: uno spazio per la pausa pranzo, la formazione e, nel pomeriggio, per lo studio dei figli dei dipendenti, in un ambiente protetto. Lo avevo annunciato lo scorso anno. Oggi lo stiamo realizzando, insieme. Completeremo entro gennaio gli arredi per l’aula per la audizione dei soggetti fragili.
Al centro i più deboli. Sempre.
Mauro Pusceddu